lunedì 20 giugno 2011

OGGI 20 giugno ore 18,30 - Consiglio Provinciale a Casatenovo

Lunedì 20 giugno alle ore 18.30, presso la Sala Consiliare della Comune di Casatenovo in piazza della Repubblica 7, si riunirà il Consiglio Provinciale per la trattazione del seguente

ORDINE DEL GIORNO

Presidente

1. Controversia tra Provincia di Lecco, Provincia di Como, Regione Lombardia – Contributo Fers progetto Telematica lecchese. Sentenza Corte di Appello di Milano 768/2010. Approvazione transazione e riconoscimento debito fuori bilancio.
2. Lariofiere. Modifica statutaria. Esame e approvazione.
3. Società Clac srl Centro legno Arredo Cantù. Liquidazione e nomina liquidatore. Esame e approvazione.

Assessore Formenti
4. Variazioni al Bilancio 2011 con applicazione quota avanzo di amministrazione 2010, al Bilancio pluriennale 2011/2013, alla Relazione previsionale programmatica, al Piano triennale degli investimenti, all’Elenco degli incarichi e al Piano delle alienazioni (2^ Variazione Bilancio 2011) – Esame, discussione e approvazione.

5. 1^ Variazione al Bilancio di previsione 2011 – Variazioni al Bilancio triennale di programmazione per il triennio 2011/2013 dell’Istituzione Villa Monastero di Varenna con applicazione dell’avanzo di amministrazione - Esame, discussione e approvazione.
6. Comunicazione Deliberazione della Giunta Provinciale n. 125 del 24/05/2011 concernente l’utilizzo del Fondo di riserva, ai sensi 2° comma dell’art. 166 del D.Lgs n. 267 del 18.08.2000 e dell’art. 13 del vigente Regolamento di Contabilità.

Presidente
7. Organi collegiali ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell’Ente, ai sensi dell’art. 96 del D.Lgs 267/2000 - Individuazione.


INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE, ORDINI DEL GIORNO, MOZIONI

8. Interrogazione presentata dal Consigliere Alessandro Pozzi e altri – Prot. n. 30818 del 14.06.2011 in merito ai tagli di cattedre e classi nel sistema scolastico provinciale.

mercoledì 1 giugno 2011

Dichiarazione di voto - a nome del PD, AZIONE POSITIVA, IDV - su modifiche statutarie Casinò di Campione - Cons. Italo Bruseghini

CASINO’ DI CAMPIONE
SUCCUBI DEI RICATTI DEL COMUNE DI CAMPIONE
Le posizioni delle Camere di Commercio non sono chiare e durante il dibattito non siete stati in grado di darci le risposte sul ruolo delle Camere di Commercio.
Ci interessava sapere inoltre quali novità vi sono state nel considerare che il contributo del Comune spetta prima del rimborso, delle spese della società e se questa Giunta si è resa conto che i soci, qualora gli introiti della società non siano sufficienti per corrispondere al Comune la quota stabilita dalla Legge e per la gestione ordinaria della stessa, sono o saranno chiamati a ripianare le perdite finanziando così il Comune che comunque è  sempre garantito e, indirettamente, lo Stato che obbliga il Comune a sostenere, con i proventi della società, le spese per i servizi governativi che il Comune deve assicurare (stipendi dei funzionari pubblici, uffici postali, carabinieri e sanità eccetera).
COSA DICE LA LEGA A TALE PROPOSITO? TOGLIAMO I SOLDI DEL NOSTRO TERRITORIO PER MANDARLI A ROMA?
Interessa sapere infatti se la Giunta si è resa conto che viene proposto, nell’accordo di programma, che il Comune, per l’anno 2011 e in parte per la l’anno 2012, corrisponda alla società qualche milione di franchi…(affermando “compatibilmente con il bilancio”-CHE BUFALA) si badi bene non in denaro ma in beni materiali e immateriali…beni materiali magari soggetti ad usura quali ad esempio arredi….. e alle provincia socie, una somma lorda di 4 milioni di euro a fronte del riconoscimento DEL DIRITTO SEMPRE  E COMUNQUE CHE LA QUOTA DEL COMUNE E’ PRIORITARIAMENTE PRELEVATA DAI PROVENTI DEL CASINO’ DEDOTTE, BONTA’ LORO, GLI INTROITI DEL GUARDAROBA, DELLE MANCIE E  DEL RISTORANTE….. CHE HA SEMPRE PERSO E CHE ORA DIVENTA, MIRACOLOSAMENTE UNA RISORSA.
Nella documentazione fornita, si dice che la transazione evita che il Comune di Campione, pagando la somma di oltre 9.700.000,00 franchi, decisa dal lodo arbitrale, rischia di dover dichiarare il dissesto. Ai cittadini della provincia di Lecco, che il Comune di Campione debba dichiarare il dissesto, dopo tutti i privilegi che ha avuto e che ha tutt’ora, crediamo interessi poco. Per quanto riguarda l’eventuale fallimento del casinò di Campione, visto che qualcuno si preoccupava per i lavoratori, noi ci preoccupiamo per l’occupazione del nostro territorio e non per i privilegiati di Campione.
I nostri  gruppi sono, invece, estremamente preoccupati che, sia questa provincia, in caso di proventi  insufficienti per far fronte al contributo del Comune ed alle spese di gestione della società, A DICHIARARE IL DISSESTO considerato che il bilancio non registra avanzi economici o di amministrazione per far fronte a spese di questo genere E CHE IL CASINO’ DA ALMENO DIECI ANNI, NON REGISTRA PIU’ INTROITI SUFFICIENTI PER LE SPESE OBBLIGATORIE  DELLA SOCIETA’ E DEL COMUNE E CHE I SOCI NON PERCEPISCONO UTILI DALLO STESSO PERIODO.
Concludo chiedendo se su tale proposta vi è l’accordo unanime di tutti i soci ed in particolare da coloro, come le Camere di Commercio, che sarebbero chiamate a ripianare le perdite e mai a percepire alcun utile ( quindi si trovano a subire l’accordo; da parte Vostra silenzio assoluto).
I nostri gruppi comunque, per i motivi sopra indicati, voteranno contro IN QUANTO QUESTA VOSTRA DECISIONE METTE IL BILANCIO DELLA PROVINCIE A RISCHIO DI DISSESTO. Non è infatti immaginabile che i nuovi giochi di cui si parla, portino proventi tali da mutare le sorti della società del Casinò.
IL VOSTRO PROGETTO, CHE STATE APPROVANDO, PREVEDE CHE CI SIANO UN MINIMO DI 700 VIDEOLOTTERIES E CHE QUESTA SARA’ LA STRATEGIA VINCENTE PER SOLLEVARE LE SORTI DI QUESTA SOCIETA’. NOI, INVECE, CREDIAMO CHE SIA  UNA VERGOGNA E UN INCITAMENTO AL GIOCO CHE PORTERA’ ALLA DISTRUZIONE DI ALTRE FAMIGLIE.
Non si dimentichi inoltre che il contributo una-tantum di 840.000,00 euro, è destinato alla promozione del Comune di Campione con vantaggi irrisori per il nostro territorio.

Il Consiglio Provinciale approva a Oggiono la convenzione con il Casinò di Campione - da www.merateonline.it

Seduta ‘speciale’ per il consiglio provinciale, riunitosi nel pomeriggio di lunedì 30 maggio presso la sala delle adunanze del municipio di Oggiono.
Quella oggionese ha rappresentato l’ennesima “tappa” dei consigli itineranti indetti nei capoluoghi dei circondari lecchesi, voluti dalla giunta Nava per rinsaldare i rapporti di collaborazione tra Provincia e Comuni.
Tema “principe” della seduta è stata la modifica allo statuto della “Casinò municipale di Campione d’Italia Spa”, la società concessionaria della gestione del Casinò di Campione che vede nell’elenco dei propri soci le province di Lecco, Como e Varese.
In sostanza, come spiegato la presidente Daniele Nava, il rapporto societario con il Casinò di Campione ha portato negli ultimi anni a una drastica riduzione delle somme introitate dalla Provincia di Lecco, arrivata negli ultimi anni al completo azzeramento.
Parallelamente, negli ultimi anni il Casinò ha registrato una significativa diminuzione delle entrate, dovute fra l’altro all’incremento della concorrenza (casinò di Lugano e Mendrisio) e al successo di sistemi di gioco leciti quali lotterie e slot machines, sistemi diffusi negli ultimi anni a macchia d’olio sul territorio.
A complicare ulteriormente le cose è stata l’insorgenza di un contenzioso, tutt’ora pendente, tra la società di gestione del Casinò e il Comune di Campione d’Italia, titolare dell’autorizzazione a esercitare il gioco d’azzardo
Per far luce in questo complesso panorama, la società di gestione ha proposto ai soci (compresa la Provincia di Lecco) un nuovo schema di accordo di programma volto a massimizzare la collaborazione fra i soggetti, volto a sorpassare la congiuntura economica sfavorevole e il contenzioso in atto.
“Con questa soluzione possiamo pensare a un nuovo assetto societario che consentirà alla nostra Provincia di ricevere una parte dei proventi annuali del Casinò” ha spiegato ai presenti il presidente Nava.
Il nuovo accordo di programma prevede una collaborazione sinergica tra il Comune di Campione e la Province di Lecco, Como e Varese, finalizzata a rinsaldare i rapporti e a promuovere sul piano turistico e ricettivo il territorio di Campione.
All’atto pratico Campione d’Italia verserà alla tre province la somma di 4 milioni di euro (842.000 alla Provincia di Lecco) destinati alla riqualificazione dei rispettivi territori. Di contro le province si impegneranno a far conoscere a un pubblico più vasto le bellezze e le particolarità dell’enclave italiana, incrementando il numero di turisti e visitatori a beneficio delle attività commerciali operanti sul territorio campionese.
“L’accordo in questione darà respiro all’azienda che gestisce il Casinò – ha illustrato ai presenti l’amministratore delegato del Casinò Carlo Pagan – le sale da gioco presenti sul territorio stanno diventando di fatto dei “mini casinò” che creano concorrenza alle realtà come la nostra. Pensiamo quindi di immetterci sul mercato delle videolottery, espandendo la nostra offerta e incrementando l’immediato ritorno economico”.
Perplessità sulle modifiche allo statuto societario sono state mosse dalle minoranze. In particolare, i consiglieri Pd Anna Mazzoleni e Italo Bruseghini hanno parlato di “aspetti diseducativi legati all’inserimento della Provincia nel mercato delle videolotterie, come esposto dal dott. Pagan. Se un cittadino vuole può prendere l’auto e recarsi a Campione, ma una Provincia non può avvallare una simile azione di diffusione del gioco d’azzardo che, potenzialmente, può toccare ogni cittadino con il sistema del gioco via web. Nell’accordo è inoltre prevista un’entrata fissa annuale per il Comune di Campione, indipendentemente dalle entrate del Casinò. Qualora le entrate dell’attività non fossero sufficienti a coprire la quota di Campione, i soci – e quindi anche la nostra Provincia – dovrebbero farsi carico di una quota da versare per coprire le perdite aziendali”.
Critiche anche da Rocco Cardamone di “Azione Positiva”: “così come non è auspicabile che un’azienda ospedaliera alzi gli utili aumentando il numero dei malati, non è pensabile fare leva sulle debolezze umane per aumentare i proventi del gioco d’azzardo. Questa amministrazione non è chiamata a gestire un’azienda qualsiasi, ma ad occuparsi del sociale e della politica di un’intera Provincia”.

In sede di votazione il nuovo accordo di programma è stato approvato con i voti favorevoli della maggioranza e con i 9 pareri contrari dei consiglieri di opposizione.
R.B

da http://www.merateonline.it/

lunedì 30 maggio 2011

Fra ”patti” e “tavoli” si coltiva la propaganda - di Italo Bruseghini

A proposito del vocabolario della nuova politica, ricordato nell’editoriale di Gianfranco Colombo del 20 aprile scorso, nel quale abbondano “patti” e “tavoli” e un non irrilevante contorno di commissioni e comitati tecnici, di coordinamento, di sviluppo e quant’altro sforna  la prolifica fantasia di politici e amministratori, attenti più che ai problemi degli amministrati alla comunicazione e alla propaganda, vorrei soffermarmi sull’ultima trovata: gli stati generali.
Nella nostra provincia abbiamo fatto la loro conoscenza lo scorso anno, con gli “stati generali del turismo”, costati alcune centinaia di migliaia di euro ai contribuenti.  Anche il neoministro delle Politiche agricole, giunto al governo incassando il compenso per il voto dato alla maggioranza che sarebbe diventata minoranza se non avesse incontrato per strada i cosiddetti “responsabili”, ha annunciato che entro sei mesi organizzerà gli stati generali dell’agricoltura italiana. L’assessore provinciale Dadati intanto si è portato avanti e a fine aprile ha organizzato quelli dell’agricoltura lecchese. Su questi dirò fra breve, dopo la seguente domanda: perché chiamare questi incontri “stati generali”? A me gli stati generali ricordano quelli francesi prerivoluzionari, formati da nobiltà, clero e terzo stato. Ciascuno “stato” disponeva di un voto e normalmente nobiltà  e clero votavano insieme contro il “terzo stato”, cioè i ceti popolari. Che legame vi sia fra le odierne riunioni e quelle prerivoluzionarie per me resta un mistero. A meno di non volere pensare che chi organizza gli odierni “stati generali” abbia nascosto in mente quel modello di relazioni, naturalmente ponendosi nel ruolo della nobiltà e cercando alleanze con il novello clero. Lascio a ciascuno la libertà di attribuire i ruoli, tanto non sarà difficile individuarli fra i tanti che sembra abbiano smarrito l’abitudine all’esercizio della riflessione, della proposta, della critica e anche della rivendicazione. Vi è anche una seconda possibilità da non trascurare: lo spargimento di fumo negli occhi, che ha una sua plausibilità nella pochezza di contenuti che spesso caratterizza tali altisonanti incontri.
E veniamo agli stati generali agricoli nostrani, aperti da una pletorica passerella di amministratori e associazioni, da cui non si è ricavata alcuna analisi che costituisca il presupposto di una strategia e di proposte che le diano sostanza, e conclusi da tre incontri tematici di puro valore divulgativo. Di analisi e proposte nemmeno l’ombra, né un resoconto di stampa. Possibile che i giornali locali, che non hanno trascurato la cronaca di Arginatura, non abbiano colto l’importanza di questi stati generali e dei loro contenuti propositivi? La risposta è disarmante nella sua semplicità: non ve ne erano e sapendo che la propaganda è la cifra di questa Amministrazione provinciale, e in particolare dell’assessore Dadati, tutto ciò non mi sorprende.
Sono due anni che ne denuncio l’immobilismo in agricoltura, tranne che per l’attenzione verso la stampa, ma di risultati ancora non si è vista nemmeno l’ombra. Ricordo solo alcuni degli annunci, a cui non ha ancora seguìto un fatto concreto: fiera dell’agricoltura a Lecco in sostituzione di “Cultura che nutre” ad Osnago, distributori di latte negli edifici della Provincia, rilancio del Consorzio forestale, coinvolgimento degli agricoltori nella sistemazione dei sentieri e rilancio del turismo escursionistico, rilancio dei prodotti locali. Ad ogni annuncio una commissione o un comitato, un lancio di propaganda e via con il prossimo. Sta succedendo la stessa cosa con l’ordine del giorno da me proposto sulla filiera corta del latte, approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale il sette febbraio scorso. La Giunta è stata impegnata a predisporre entro sessanta giorni un programma secondo gli indirizzi dati dal Consiglio, ma a oltre cento giorni i consiglieri non hanno ancora visto traccia di questo programma. Anche in questo caso è spuntato il “Tavolo latte provinciale”, che mi spinge ad unirmi allo scetticismo dell’editorialista de “La Provincia”, ma ancora più grave è l’indifferenza nei confronti del Consiglio provinciale. Voglio ancora pensare che non sia giudicato eccessivo pretendere, da parte di chi ha propensione verso gli “stati generali”, il rispetto della volontà degli organi assembleari di indirizzo e di controllo democraticamente eletti dai cittadini. Meno stati generali e più fatti concreti, o è una richiesta esagerata.?

Italo Bruseghini – Capogruppo del Partito Democratico in  Consiglio provinciale

Convocazione Consiglio Provinciale - Lunedì 30 maggio ore 18,30 a Oggiono - la seduta è pubblica

CONSIGLIO PROVINCIALE DI LUNEDI’ 30 MAGGIO A OGGIONO
Lunedì 30 maggio alle ore 18.30, presso la Sala Consiliare della Comune di Oggiono in piazza Garibaldi 14, si riunirà il Consiglio Provinciale per la trattazione del seguente

ORDINE DEL GIORNO

Presidente del Consiglio
1. Verbale relativo alle sedute del Consiglio Provinciale del 07.02.2011 e 14.03.2011. Esame e approvazione.

Assessore Formenti
2. Comunicazione Deliberazione della Giunta Provinciale n. 100 del 19/04/2011 concernente l’utilizzo del Fondo di riserva, ai sensi 2° comma dell’art. 166 del D.Lgs n. 267 del 18.08.2000 e dell’art. 13 del vigente Regolamento di Contabilità.

3. Comunicazione Deliberazione della Giunta Provinciale n. 122 del 17/05/2011 concernente l’utilizzo del Fondo di riserva, ai sensi 2° comma dell’art. 166 del D.Lgs n. 267 del 18.08.2000 e dell’art. 13 del vigente Regolamento di Contabilità.

Assessore De Poi
4. Protocollo d’intesa per l’istituzione della Consulta per la linea ferroviaria Milano-Monza-Molteno-Oggiono-Lecco. Approvazione schema.

Assessore Bezzi
5. Agenda strategica di coordinamento locale per l’attuazione del Polo produttivo di interesse sovracomunale in comune di Colico. Variante integrativa al PTCP. Adozione.

Presidente
6. Controversia tra Provincia di Lecco, Provincia di Como, Regione Lombardia – Contributo Fers progetto Telematica lecchese. Sentenza Corte di Appello di Milano 768/2010. Approvazione transazione e riconoscimento debito fuori bilancio.

7. Fondazione Monastero di Santa Maria del Lavello. Modifica statutaria. Esame e approvazione.

8. Lariofiere. Modifica statutaria. Esame e approvazione.

9. Società Clac srl Centro legno Arredo Cantù. Liquidazione e nomina liquidatore. Esame e approvazione.

10. Società Casinò Municipale Campione d’Italia Spa. Modifiche statutarie. Schema di Accordo di programma tra Provincia di Como, Provincia di Lecco, Provincia di Varese e Comune di Campione d’Italia. Transazione tra Comune di Campione d’Italia e Società Casinò Municipale Campione d’Italia Spa. Esame e approvazione.

Lecco, 26 Maggio 2011

venerdì 20 maggio 2011

PD: fallito il centrodestra in provincia. Assessori sconfitti

Lo schema del Centrodestra nella Provincia di Lecco è fallito. Dopo la vittoria del PD al Comune di Lecco, il PD conquista - attraverso liste civiche sostenute dal Partito - i Comuni di Barzanò con il Sindaco Gian Carlo Aldeghi, Bellano con il Sindaco Roberto Santa Lucia e Garlate con Sindaco Beppe Conti.
Vengono riconfermati , nonostante alcune difficoltà, le amministrazioni di Brivio con Ugo Panzeri, Cernusco con Giovanna De Capitani, Colico con Raffaele Grega, Montevecchia con Sandro Capra, Olginate con Rocco Briganti, Sirtori con Davide Maggioni, Viganò con Renato Ghezzi, Olgiate Molgora con Dorina Zucchi.
Particolare importanza riveste la vittoria del Comune di Olgiate dove il PdL aveva candidato il Vice Presidente della Provincia di Lecco Antonello Formenti e del Comune di Colico dove era candidato Franco De Poi, Assessore Provinciale ai Trasporti, Mobilità e Protezione Civile, una strategia finalizzata a sostituire i due attuali assessori provinciali con altre due persone scelte dalla nomenclatura.
Il Centrosinistra è andato bene anche nei grandi Comuni italiani, un dato che indica che il PD è vicino alla gente e sa rispondere ai problemi del territorio.

venerdì 29 aprile 2011

Note (critiche) sul rendiconto di gestione 2010 - Consigliera Anna Mazzoleni

Corposo documento. Corredato dalla relazione della giunta.  Dalla relazione dell'Assessore. Dalla relazione dei Revisori. Corredato dalla relazione del Presidnte Nava. 

Vorrei evitare di fare la relazione di Mazzoleni. Tanto...che dire? Di per sè nulla di nuovo, un rendiconto di gestione è un documento consuntivo, tutti fatti già visti (in teoria...), di norma sono cose già dette . 

Però qualche puntualizzazione sparsa a ripercorrere un anno: e parto dal commmentare proprio la relazione del Presidente.
Già in prima pagina, al posto di "vuole focalizzare",  correggerei con "avrebbe voluto focalizzare la propria attenzione sul forte impulso allo sviluppo turistico": e ricordiamo la Cena offerta dal ministro Brambilla con la nostra borsa. Tutti capaci a fare i Signori con la borsa degli altri, nella fattispecie la nostra. 
Sempre in prima pagina: "preferibilità sociale nell'acquisto di prodotti che valorizzino la specificità e la qualità del made in Italy", e il ricordo della scelta dell'autovettura effettuata  con l'unico criterio del segmento di mercato. Non sia mai adottare un'auto meno prestigiosa...sarebbe stato lesivo del prestigio dell'Amministrazione... 
"Step by step", Presidente?..mah. Per adesso - step by step - l'informatizzazione della gestione dei documenti e della pubblicizzazione di delibere e determine lascia ancora a desiderare e non dà i risultati promessi, a fronte invece di disagi e inconvenienti piccoli e grandi. 
Notiamo - a pagina 4 - che il Presidente si felicita per la nomina del Difensore Civico - dopo un anno di attesa e di numerose sollecitazioni della minoranza  - e parimenti - dopo lunga attesa e altrettanto numerose sollecitazioni della minoranza -  il Presidente si compiace pure dell'attività della Commissione provinciale per le pari opportunità, peraltro successivamente affamata in sede di bilancio preventivo 2011. 
La relazione prosegue con un profluvio di sarà, dovrà, si prevede, si persegue,  si concluderà,... ma qui tagliamo corto ricordando a Nava che siamo in fase di rendiconto, non di preventivo e meno ancora di linee programmatiche. 

Difficile strumento il prospetto di conciliazione con il tentativo di offrire una lettura dal punto di vista economico. Non mi voglio addentrare nelle filosofie della tecnica da utilizzare per leggere sotto diversi aspetti il lavoro di un ente pubblico, che non è azienda e ha altri parametri che la pura efficienza economica pur dovendo rilevare la ragionevolezza in termini di costi/benefici di quanto fatto. Leggo con curiosità che qualcuno vorrebbe vedere introdotta la partita doppia...forse quello no, ma una forma di "contabilità di commessa" legata ad alcuni eventi, come fa ogni costruttore edile o di macchinari, o ogni produttore per lotti. E allora, tanto per dire: la commessa "cena turistica delle beffe", a fronte di spese per  oltre 225mila euro,  quanto ha guadagnato, e in che termini la   misuriamo al di là della montagna di parole e elogi strettamente autocelebrativi?

Quali costi e quali ricavi ha il "centro di costo" Conferenze circondariali, strumento voluto nello statuto della nostra provincia potenzialmente molto interessante e non mi risulta convocato mai in tempi recenti, e qui gradirei essere smentita?

Avanzo fisiologico visto il modo di gestire i residui, di 3,4 milioni di €, (2,4 vincolati per legge, 343mila vincolati per investimenti e 686mila liberi) di cui di competenza 2010 solo 591mila di cui liberi.
Una soluzione migliorativa rispetto al trascinarsi dei residui passivi sarà da perseguire attentamente per dare un elemento di certezza ai conti della Provincia che già di certo hanno poco specie nelle entrate. 

E' per evitare di trascinare troppo avanzo dal 2010 che c'è pronto un bel debito fuori bilancio di 196mila euro? Ma come, non erano tutti esauriti con le ultime variazioni di bilancio i debiti fuori bilancio, così come ci disse il Segretario generale? E questo, da dove sbuca? Come lo sistemiamo, se non c'è utilità e arricchimento per l'Ente?

Lascio per ultimo il commento alle sconsolate parole che stanno nella relazione dell'Assessore. Mi ruba il pane di bocca. Frasi che avrebbero potuto essere scritte dall'opposizione: 
- pag. 5 parla di speranze deluse (bis a pag 53!)
- in grassetto sottolineato: la Regione non ha mai risposto (bis a pag 54)

E riporto in consiglio il discorso interessantissimo fatto in Commissione sul mancato intervento della Regione Lombardia in ordine al patto di stabilità, con correttivi o meccanismi che vanno sotto il nome di Patto Orizzontale e che considerano una sorta di bonus derivante dal rispetto del patto in anni precedenti....eppure non è roba dell'altro mondo, è stato fatto dalla Regione Piemonte...

Ma Assessore: il suo omologo regionale Assessore Colozzi ci parla con voi che siete della sua stessa maggioranza politica o, indipendentemente da ogni affratellamento, fa il suo gioco e chi s'è visto s'è visto?
Dov'è l'uniformità di linea politica che ci dovrebbe portare vantaggio; dove l'attenzione del Ministro Tremonti a smollare la possibilità di spendere le riserve proprie cospicue per gli enti virtuosi? Ricordo che dopo i pagamenti ingenti che ci hanno portato fuori dal patto di stabilità ancora la nostra Provincia contribuisce ai forzieri della Banca d'Italia con un deposito infruttifero superiore ai 62milioni di euro....

Interessantissima la parte (da pag 62 in poi) sul patto di stabilità con tutta l'analisi e lo storico di quello che era il provvedimento dalla fine degli anni '90 in poi. Lo tengo sul comodino. Ho parlato più volte di questo argomento e non sono mai riuscita a spiegare bene che non si contesta ovviamente in generale lo strumento di controllo della spesa pubblica: contestiamo questo strumento così come è diventato negli ultimi anni, con gli evidenziati elementi di casualità nell'attribuzione degli obiettivi e con la mostruosità del parametro del saldo di competenza mista. 

E qui una cosiderazione generale. E' facile instillare nei cittadini l'idea che il riordino dei conti pubblici passi attraverso l'eliminazione delle Province, Enti nei quali comunque possono dire la loro attraverso i rappresentanti votati e che sono perfettamente raggiungibili in quanto non politici di casta, sono il loro Sindaco o una persona del loro paese che incontrano quando gli pare. Prima di dire "Farà la Regione: eliminiamole !" pensiamoci bene... Federalismo è anche sostenere gli Enti Locali: il governo centrale  e il Ministro Tremonti ha troppo facile gioco nel prosciugarli  e renderli non operativi.
Dotiamo le Province di entrate prevedibili e governabili e non costringiamole a stare in piedi scommettendo sulle briciole del mercato dell'auto che poi ci attossica con i suoi problemi per l'ambiente e per la viabilità che poi dobbiamo risolvere ancora noi. 
foto tratta da www.leccoprovincia.it