martedì 25 giugno 2013

L’agricoltura e la congiura del silenzio


La stagione del rilancio dell’agricoltura lecchese, durata per oltre dieci anni con le amministrazioni di centrosinistra, sembra definitivamente conclusa. Chi ha a cuore le sorti dell’agricoltura lecchese attende invano da quattro anni provvedimenti da parte dell’amministrazione in carica, sollecitati in più occasioni, ma senza risultato.

Nella precedente amministrazione ho avuto per alcuni anni, la responsabilità politica di questo settore e sono ben consapevole delle difficoltà e delle potenzialità presenti, ma le une si possono fronteggiare e le altre sviluppare solo attraverso una visione e una strategia, che è mancata in questi ultimi quattro anni.

Può essere nell’ordine delle cose che forze politiche alternative siano portatrici di una diversa visione delle politiche per un settore e perciò abbiano differenti approcci, ma ciò che è stupefacente è quello a cui siamo costretti ad assistere, ormai da lungo tempo, come cittadini e come rappresentati eletti all’interno delle istituzioni: la totale mancanza di azione dell’amministrazione nel settore agricolo e l’atteggiamento, sprezzante, della Giunta nei confronti del Consiglio provinciale. All’unanimità il Consiglio aveva approvato, ormai nel lontano 2011, un ordine del giorno, a cui tardivamente la Giunta aveva dato seguito con un primo provvedimento programmatico, che poi è rimasto “lettera morta”. Mi riferisco al progetto di sviluppo della filiera corta del latte, per il quale il Consiglio meriterebbe almeno un aggiornamento serio in merito allo stato del progetto, a cosa è stato realizzato e a ciò che non è stato fatto. Mi permetto di ricordare al nuovo assessore all’agricoltura, se quello precedente non l’avesse fatto nel passaggio di consegne, gli unici atti deliberativi di questa amministrazione che hanno preso in considerazione un progetto per l’agricoltura lecchese: la Delibera del Consiglio provinciale n. 17 del 7/2/2011 e la Delibera della Giunta provinciale. n. 173 del 19/07/2011.

E’ cambiato l’assessore, è cambiato il dirigente, sono stati riorganizzati gli uffici, ma il risultato a cui assistiamo è lo stesso: per questa amministrazione l’agricoltura non esiste!

In questi quattro anni l’amministrazione di centrodestra non ha delineato una visione e non ha messo in cantiere un progetto. Non ha agito per lasciare sviluppo al territorio, non ha nemmeno tentato di mettere in campo qualche idea, ad esempio per affrontare Expo 2015, di cui si è ormai alla vigilia e che è centrato proprio su agricoltura e alimentazione. E’ possibile pensare che l’agricoltura di un territorio, ricco di risorse attrattive come il nostro, che si pensa e si auspica possa essere visitato da centinaia di miglia di persone che arriveranno a Milano per l’ormai prossima esposizione universale del 2015, non abbia nulla da offrire?

Evidentemente per questa Amministrazione la risposta è “no”, vista l’afasia della Giunta su questo argomento. Ritengo che sia un errore non pensare, ad esempio, che occorra riqualificare l’offerta gastronomica, creare reti di relazioni e servizi fra gli agricoltori e con chi si occupa di ristorazione e di turismo, operare per contribuire a valorizzare nel territorio una cultura alimentare che renda vivi i prodotti locali e non li riduca a semplici oggetti di folclore, difendendoli e diffondendoli.

Stiamo vivendo in un tempo di crisi economica che per migliaia di persone significa perdita del lavoro e del reddito. Centinaia di piccole imprese nel nostro territorio sono costrette a ristrutturarsi e a guardare anche verso ambiti di attività diversi da quelli precedenti, alla ricerca di alternative alla chiusura. In questo contesto, anche l’agricoltura potrebbe rappresentare un settore di interesse che potrebbe aiutare a creare nuove prospettive, soprattutto ai giovani, utilizzando meglio le risorse del territorio. Invece, cosa è successo? Le reti fra i produttori non si sono sviluppate oltre il livello a cui erano giunte grazie al lavoro svolto in precedenza; stessa situazione per quelle con altri operatori e con i consumatori. La diffusione dei prodotti locali nella ristorazione non ha ricevuto alcuno stimolo e le risorse del territorio, a partire dai boschi, sono state abbandonate dalla Provincia. Paradossalmente, proprio quando sono disponibili dati aggiornati dell’ultimo censimento agricolo nazionale del 2010 non vengono più prodotti e diffusi dati sul settore a livello provinciale e ogni giorno, nei confronti dell’agricoltura, continua da lungo tempo a consumarsi una congiura del silenzio.
Italo Bruseghini - capogruppo PD Provincia di Lecco


domenica 9 giugno 2013

OSSERVAZIONI al PIANO CAVE - gruppi PD, SEL, IdV


Oggetto: OSSERVAZIONI AL NUOVO PIANO CAVE PROVINCIALE

PREMESSO CHE:

  • I gruppi consiliari provinciali di PD SEL e IDV fin dall’inizio hanno dichiarato la loro assoluta contrarietà alla riapertura anticipata del Piano Cave, anche per quanto attiene il comparto rocce per usi industriali, per il quale esistevano nel vecchio piano ancora ingenti quantità di materiali non ancora estratto. Nei dieci anni di residua validità si avrebbe avuto modo di maturare una consapevolezza maggiore circa i reali fabbisogni di materiale richiesti dal mercato e sarebbe stato più chiaro il quadro definitivo dei ripristini e dell’impatto delle autorizzazioni già in corso.
  • I gruppi consiliari di minoranza hanno lo stesso mantenuto grande attenzione all’iter di approvazione del presente piano, presentato interrogazioni e Ordini del Giorno, intervenendo nelle commissioni e portando le istanze delle realtà locali, fino a creare le premesse per il voto unanime dell’Odg che ha escluso dal nuovo piano l’apertura di nuovi siti estrattivi, sia per il settore sabbie e ghiaie che per la potenziale risorsa individuata sul monte Cornizzolo;
  • I metodi impiegati per l’individuazione dei fabbisogni rispondono a criteri matematico/statistici e non riescono a prevedere quella che sarà l’effettiva richiesta del mercato negli anni a venire, condizionata sia dall’incerta congiuntura economica che ha pesantemente colpito il settore edilizio, sia dagli effetti della globalizzazione e dall’evolversi delle tecnologie di produzione chimiche e siderurgiche;
  • I siti dove sono poste le cave attive appartengono quasi sempre ad aree sfruttate da decenni e sono accumunati dalla vicinanza tra cave tuttora coltivate e soggette ad obbligo di ripristino e cave totalmente abbandonate, che rappresentano una ferita sia sul piano paesaggistico e ambientale, sia per la sicurezza delle aree stesse. Questo tipo di situazione è comune sia al monte Magnodeno, con gli insediamenti estrattivi e manufatti abbandonati sopra Maggianco, al monte Moregallo, con le tre cave abbandonate accanto alle cave Spandri e al Monte Barro con la cava Mossini. Per tutti questi ambiti, il Piano dovrà cercare di migliorare la situazione esistente, nella direzione di un completo ripristino delle aree che ne migliori la situazione esistente.

lapidei per industria

Obiettivi generali:

  • Determinare all’interno del Piano Cave una precisa e vincolante calendarizzazione che porti a definire la data precisa del termine delle attività estrattive sul Monte Magnodeno, per le cave denominate Cornello, Vaiolo Bassa e Vaiolo Alta a prescindere dall’esaurimento o meno delle risorse giacimentologiche;
  • Pervenire ad una decisa riduzione delle previste volumetrie estrattive in virtù di una valutazione dell’andamento del pregresso Piano Cave (che prevedeva, per le tre cave lecchesi, una possibilità estrattiva di oltre 9,9 milioni di mc in 20 anni, di cui ne sono stati escavati solo 4,6mln al 30.06.2012, con un residuo di oltre 5,3mln), del reale stato delle escavazioni nell’ultimo triennio (428.247mc escavati sul Magnodeno nel 2009; 344.011mc nel 2010 e 392.949 nel 2012, a fronte di una previsione annua del nuovo Piano cave pari a 585.000) e delle previsioni di fabbisogno di materiale per i prossimi anni (in raffronto alle quali le richieste delle aziende escavatrici sono considerevolmente sovrastimate);
  • Prestare maggiore attenzione alla qualità del ripristino complessivo dell’intero complesso naturalistico comprese, per quanto possibile, le citate aree dismesse non più iscritte nel perimetro delle aree di cava;
  • Definire, già nell’ambito del costituendo Piano Cave, precise linee-guida circa le prescrizioni oggetto della convenzione con il comune di Lecco in termini di controllo dei ripristini, dei risultati, dei quantitativi cavati e degli step temporali di ogni operazione.

A.1) CAVA CORNELLO

Motivazioni della richiesta

Si osserva che l’effettiva concessione di volumi per l’escavazione, pur essendo quantitativamente meno imponente rispetto alle altre cave che insistono sul monte Magnodeno, è soggetta ad una valutazione quanto mai complessa in quanto i dati di mercato evidenziano una decisa flessione dei fabbisogni di materiale, per via dei cambiamenti nelle tecnologie e per la diversa dislocazione delle produzioni che necessitano del prodotto cavato; Si evidenzia inoltre come le richieste di previsione inserite nel Piano Cave siano sovradimensionate rispetto al trend estrattivo evidenziato negli ultimi anni (5.487 mc nel 2009; 7.854 mc nel 201, mentre non è disponibile il dato del 2011) a fronte di una previsione 10.00 mc annui del nuovo Piano Cave.

Richiesta di modifica

  • Assoggettare le autorizzazioni ad una verifica annua dei quantitativi effettivamente cavati, al fine di abbreviare i tempi di escavazione a favore di un più vicino completo recupero e rinverdimento del sito estrattivo, qualora il mercato dovesse determinasse una riduzione del fabbisogno di materiale.
  • Ridurre la concessione a 10 anni, anziché i 20 previsti dal Piano;
  • Prevedere una riduzione pari al 30% dei volumi estrattivi indicati nel Nuovo Piano Cave per l’Ambito “ATEi1 Cornello”, prevedendo una capacità estrattiva annua pari a 7.000 mc, anziché i 10.000 mc attualmente previsti;

A.2) VAIOLO BASSA

Motivazioni della richiesta

Si osserva che la Cava viene ad interessare un’area denominata C2 che di fatto costituisce un nuovo fronte estrattivo, estendendo l’area delle escavazioni in una zona boschiva pregiata col rischio di compromettere località riconosciute e frequentate come Neguggio e Carbonera, già sufficientemente disturbate dalla vicinanza con la cava attiva. Si evidenzia inoltre un forte gap tra le quantità escavate nell’ultimo triennio (87.545mc nel 2009 e 51.489 nel 2010, mentre non sono disponibili i dati relativi al 2011) e quanto previsto dal piano cave (175.000 mc/anno).

Richiesta di modifica

  • Si richiede una riduzione pari al 30% dei volumi estrattivi indicati nel Nuovo Piano Cave per l’Ambito “ATEi2 Vaiolo Bassa”, prevedendo una capacità estrattiva annua pari a 105.000 mc, anziché i 175.000 mc attualmente previsti;
  • Si richiede che il nuovo Piano Cave preveda una riperimetrazione degli ambiti estrattivi esclusivamente all’interno dell’area denominata C1, già oggetto del Piano Cave precedente, anche qualora tale modifica dovesse determinare una riduzione dei quantitativi autorizzabili, escludendo di fatto ogni previsione estrattiva nell’area indicata come C2.
  • Allo scopo di riequilibrare la riduzione comportata dalle modifiche di cui al punto precedenti, il Piano dovrà prevedere la stipula di una convenzione tra gli operatori interessati, che imponga ad Unicalce -attivo nella cava “Vaiolo Alta”- di conferire il materiale per loro non idoneo (stimato in circa 3.200.00 mc) all’operatore Fassa.
  • Si richiede inoltre di valutare all’interno del nuovo Piano Cave delle prescrizioni più stringenti riguardo alle tecniche di ripristino, con l’abbassamento dei gradoni di escavazione dai previsti 15 mt a 8 metri, con base più larga e pendenze ottimizzate delle livellette per consentire un miglioramento del recupero a verde al fine di mitigare meglio l’aspetto risultante del versante della montagna.

A.3) VAIOLO ALTA
 
Motivazioni della richiesta

In virtù delle considerazioni espresse in premessa, si rimarca una forte preoccupazione per gli ingenti quantitativi di materiale previsti dal nuovo Piano Cave e per la mancanza di un qualsiasi limite temporale che non sia la coincidenza con l’esaurimento della risorsa estrattiva. Si evidenzia inoltre un forte gap tra le quantità escavate nell’ultimo triennio (335.215mc nel 2009, 284.668 nel 2010 e 309.941 nel 2011) e quanto previsto dal piano cave (400.000 mc/anno).

Richiesta di modifica

  • Si richiede l’istituzione di un adeguato Organismo di Controllo (idealmente composto da quattro soggetti, rispettivamente rappresentanti del Comune di Lecco, della Provincia di Lecco, degli operatori e delle associazioni ambientaliste) che possa monitorare lo stato delle coltivazioni (che dovranno essere puntualmente eseguite come indicate dal piano per un massimo di tre gradoni in contemporanea) e l’adempimento delle opere di ripristino, con particolare riguardo alle condizioni di effettiva accessibilità e fruibilità della montagna.
  • Si richiede che il Piano prescriva un vincolo quantitativo annuo di autorizzazione per le escavazioni (non cumulabile e non recuperabile negli anni successivi)
  • Si richiede una riduzione pari al 30% dei volumi estrattivi indicati nel Nuovo Piano Cave per l’Ambito “ATEi3 Vaiolo Alta”, consentendo una previsione estrattiva annua pari a 280.000 mc, anziché i 400.000 mc attualmente previsti;
  • Si fa richiesta, come già indicato per la cava “Vaiolo bassa”, di un miglioramento nelle tecniche di coltivazione che possa consentire la realizzazione di gradoni più bassi con piede più largo, al fine di mitigare meglio l’aspetto risultante del versante della montagna, una volta che le attività di escavazione saranno terminate;- Si richiede di individuare nel piano ogni tipo di istituto utile a garantire la corretta restituzione della montagna ripristinata, compresi gli oneri di ripristino di aree limitrofe eventualmente concordati in convenzione col comune di Lecco, in particolare con opportune garanzie fidejussorie che coprano l’ammontare stimato delle opere di recupero ambientale promesse in sede di convenzione.

B) pietrisco calcareo detrito (Moregallo)

B.1) CAVA MERLO

Nell’area della cava “Merlo” è vigente una convenzione che prevede l’escavazione di circa 60.000 mc di pietrisco calcareo, con un riporto di materiale più o meno della stessa entità. La convenzione, sottoscritta nel 2006 e di durata quinquennale, è stata prorogata a seguito della proroga dell’autorizzazione provinciale, per altri cinque anni, ferme restando tutte le altre condizioni.
La proposta di nuovo Piano Cave prevede un’espansione della Cava Merlo pari a 55.000 mc di materiale per i prossimi 10 anni, raddoppiando, di fatto, le dimensioni della cava.

Motivazioni della richiesta:
Seppur di portata limitata rispetto alle cave “Spandri” e “Nuova Spandri”, la cava “Merlo” presenta una posizione particolarmente delicata sul piano paesaggistico e ambientale, essendo situata all’interno di una zona boschiva, prevista dal Piano di Indirizzo Forestale della Regione Lombardia, assai prossima alla sponda del lago. Ciò risulta essere in contrasto anche con il Piano Paesaggistico Regionale, che prevede il diniego di escavazione a meno di 300 mt dalle sponde lacuali.

Richiesta di modifica al Piano:
A fronte delle premesse sopra esposte, la presente osservazione propone il contenimento delle autorizzazioni ai quantitativi già individuati nel precedente Piano, annullando -di fatto- ulteriori previsioni escavative presso il sito “ATEp1 Merlo”. Si richiede inoltre di procedere ai ripristini ambientali previsti e alla messa in sicurezza dell’area e alla dismissione della cava
Italo Bruseghini – Capogruppo Partito Democratico
Alessandro Pozzi – Capogruppo Sinistra e Libertà
Giancarlo Valsecchi – Capogruppo Italia dei Valori

[grazie alla Consigliera Anna Mazzoleni per la redazione]


lunedì 20 maggio 2013

INTERROGAZIONE su designazione in Fondazione Cariplo - gruppo PD

INTERROGAZIONE IN MERITO ALLA DESIGNAZIONE DELLA TERNA DELLA PROVINCIA DI LECCO PER LA NOMINA DI UN COMPONENTE DELLA COMMISSIONE CENTRALE DI BENEFICENZA DELLA CASSA DI RISPARMIO DELLE PROVINCE LOMBARDE
 


 

Interrogazione sulla situazione della Ss.36 - gruppo PD


OGGI - lunedì 20 maggio - Consiglio Provinciale. La seduta è pubblica!

lunedì 20 maggio 2013 alle ore 18.00

ORDINE DEL GIORNO

Presidente

1. COMUNICAZIONE DECRETI DEL PRESIDENTE

Presidente del Consiglio

2. VERBALE RELATIVO ALLA SEDUTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DEL 29 APRILE 2013 - APPROVAZIONE

Presidente

3. AZIENDA SPECIALE RETESALUTE - ACCOGLIMENTO RICHIESTA AMMISSIONE COMUNE DI MISSAGLIA E APPROVAZIONE CONSEGUENTI MODIFICHE ALLA CONVENZIONE COSTITUTIVA E STATUTO
4. POLO LOGISTICO INTEGRATO DEL BIONE LECCO-MAGGIANICO SPA PROVVEDIMENTI

Assessore Conrater

5. CONVENZIONE CON GLI AMBITI DISTRETTUALI DI BELLANO, LECCO, MERATE PER LA DEFINIZIONE DI INTERVENTI IN FAVORE DELLE FASCE DEBOLI DEL MERCATO DEL LAVORO. PERIODO 01/06/2013 - 31/12/2013 – ADESIONE

6. CONVENZIONE CON L’AZIENDA SANITARIA LOCALE DI LECCO PER LA REGOLAZIONE DEI RAPPORTI RELATIVI ALL’ESERCIZIO DELLE COMPETENZE PROVINCIALI DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE 12 MARZO 2008, N. 3 “GOVERNO DELLA RETE DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI ALLA PERSONA IN AMBITO SOCIALE E SOCIOSANITARIO”. PROROGA FINO AL 31.12.2013 - APPROVAZIONE SCHEMA

Assessore Fumagalli

7. RENDICONTO DI CHIUSURA DELL’ISTITUZIONE VILLA MONASTERO AL 31.03.2013 – ESAME E APPROVAZIONE

8. VARIAZIONI AL BILANCIO 2013, AL BILANCIO PLURIENNALE 2013/2015 E ALLA RELAZIONE PREVISIONALE PROGRAMMATICA (2^ VARIAZIONE BILANCIO 2013)– ESAME E APPROVAZIONE

Assessore Signorelli

9. AZIENDA SPECIALE PROVINCIALE PER LA REGOLAZIONE E IL CONTROLLO DELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO “UFFICIO D’AMBITO DI LECCO”. BILANCIO DI ESERCIZIO 2012 - ESAME E APPROVAZIONE
 
10. AZIENDA SPECIALE PROVINCIALE PER LA REGOLAZIONE E IL CONTROLLO DELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO “UFFICIO D’AMBITO DI LECCO”. DELIBERAZIONE N. 19 DEL 22 APRILE 2013 AVENTE PER OGGETTO ”PREDISPOSIZIONE DELLA TARIFFA NELL’OSSERVANZA DEL METODO TARIFFARIO TRANSITORIO NEL PERIODO 2012-2013” - ESAME E APPROVAZIONE
INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE, ORDINI DEL GIORNO, MOZIONI

11. ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL CONSIGLIERE PAOLO BETTIGA E ALTRI – PROT. N. 22934 DEL 14 MAGGIO 2013 - IN MERITO ALLO STUDIO DI FATTIBILITÀ DEL COMPLETAMENTO SVINCOLO STRADALE DI PIONA IN COLICO

12. INTERROGAZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI PAOLO ARRIGONI E CHRISTIAN MALIGHETTI – PROT. N.20134 DEL 26 APRILE 2013 - IN MERITO A PROCEDURE DI GARA PER INTERVENTI DI VALORIZZAZIONE DI VILLA MONASTERO
 
13. INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE ITALO BRUSEGHINI – PROT. N. 22741 DEL 13 MAGGIO 2013 - IN MERITO ALLA DESIGNAZIONE DELLA TERNA DELLA PROVINCIA DI LECCO PER LA NOMINA DI UN COMPONENTE DELLA COMMISSIONE CENTRALE DI BENEFICENZA DELLA CASSA DI RISPARMIO DELLE PROVINCE LOMBARDE

14. INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE ITALO BRUSEGHINI – PROT. N. 23040 DEL 14 MAGGIO 2013 - IN MERITO ALLA SITUAZIONE CRITICA VERIFICATASI SULLA SS 36 NEL SECONDO WEEK END DI MAGGIO.
 

lunedì 29 aprile 2013

Oggi - lun 29/4: Consiglio Provinciale. La seduta è pubblica.

Il Consiglio Provinciale è convocato
nella sede della Provincia di Lecco, Piazza L. Lombarda n. 4,
per il giorno lunedì 29 aprile 2013 alle ore 18.00

ORDINE DEL GIORNO

Presidente del Consiglio

1. VERBALE RELATIVO ALLA SEDUTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DEL 8 APRILE 2013 - APPROVAZIONE

Assessore Fumagalli

2. RENDICONTO DI GESTIONE ESERCIZIO FINANZIARIO 2012 - APPROVAZIONE

3. CONTO CONSUNTIVO DELL’ISTITUZIONE VILLA MONASTERO. ESERCIZIO FINANZIARIO 2012. APPROVAZIONE.

4. COMUNICAZIONE DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE N. 52 DEL 26/03/2013 CONCERNENTE L’UTILIZZO DEL FONDO DI RISERVA, AI SENSI 2° COMMA, DELL’ART. 166 DEL D.L.GS N. 267/2000 E DELL’ART. 13 DEL VIGENTE REGOLAMENTO DI CONTABILITA’

5. COMUNICAZIONE DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA PROVINCIALE N. 57 DEL 04/04/2013 E N. 60 DEL 08/04/2013 CONCERNENTE L’UTILIZZO DEL FONDO DI RISERVA, AI SENSI 2°  COMMA, DELL’ART. 166 DEL D.L.GS N. 267/2000 E DELL’ART. 13 DEL VIGENTE REGOLAMENTO DI CONTABILITA’

Presidente

6. RELAZIONE ANNUALE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ AI SENSI DELL’ART.5 – COMMA 3 – DEL RELATIVO REGOLAMENTO - PRESENTAZIONE

martedì 19 marzo 2013

Sui tagli al Trasporto pubblico locale e sulle nuove deleghe di Giunta

Due considerazioni su due scelte della Giunta Nava, che non condividiamo e che, senza avere la eco meritata, abbiamo già sollevate in modo articolato durante l'ultimo Consiglio provinciale.

Abbiamo avuto modo di dire all'Assessore De Poi e al Presidente Nava, sia durante la Commissione trasporti sia durante il Consiglio di inzio marzo, che comprendiamo le difficoltà che devono affrontare a fronte di minori risorse in bilancio, ma non crediamo che debba essere il trasporto pubblico locale a farne le spese. Capiamo che non sono i tempi giusti per pretendere investimenti provinciali a favore del cambio di mentalità di tutti noi, favorendo la progressiva diminuzione della mobilità privata a favore di quella pubblica (cambio impossibile se non supportato da seri investimenti economici), ma dall'altra parte non accettiamo che a fronte di tagli regionali non si batta ciglio e si “corra ai ripari” tagliando corse di autobus qua e là, soprattutto nelle aree montane della nostra provincia, ovvero quelle già dotate di minori servizi e a rischio spopolamento progressivo.

Abbiamo proposto soluzioni - ottenendo l'avallo anche della maggioranza consigliare - che potessero riposizionare parte delle risorse tagliate sui capitoli dell'Assessorato ai Trasporti, ma l'Assessore De Poi ha rifiutato ogni via alternativa.

E, francamente, la cosa ci ha molto stupiti!

Oggi - a fronte di sollecitazioni di Sindaci, cittadini e Consiglieri comunali a ripristinare le corse sia in Valvarrone, sia a Mandello - chiediamo alla Giunta, ancora una volta, di ripensarci.

E offriamo le due soluzioni che già abbiamo avuto modo di proporre: un prelievo dal fondo di riserva, che possa in parte ripristinare i 50.000 euro mancanti, oppure portare le deleghe assessorili a otto, tornando indietro nella scelta di nominare Fumagalli Assessore, e conferendo anche a lui, come alla Consigliera Benedetti, una delega consiliare ad hoc, non retribuita.

A questo proposito ci permettiamo di sottolineare una particolarità: Fumagalli – uomo - ha ricevuto una delega assessorile con tutti i crismi; Colombo – donna - ha ricevuto una delega consiliare non retribuita, in piena – e da noi non condivisa! - linea con la scelta di Nava di avere una Giunta completamente al maschile.

E' però necessario - perchè le nostre battaglie in Consiglio provinciale abbiano una certa efficacia come è già successo per il Piano cave - che i Sindaci continuino a pensare ai servizi, allo sviluppo del nostro territorio e alla sua salvaguardia in modo collettivo, perchè l'unione fa la forza. L'attenzione prevalentemente focalizzata sul proprio particolare, seppur legittima e comprensibile, talvolta fa perdere tutti quanti.

L'assenza agli incontri e la debolezza di presa di posizione di alcuni Sindaci, ad esempio, hanno permesso all'Assessore De Poi di effettuare i tagli senza troppi sensi di colpa.

E un risultato simile lo si vedrà, a breve, sugli effetti della prossima variante ptcp (piano territoriale provinciale), dove, a nostro parere, i Sindaci hanno deciso di non decidere.

Ma questa è un'altra storia che avremo modo di approfondire.


19 marzo 2013                                     Gruppo PD in Provincia di Lecco